Crocifisso n.434

Introduzione

Il restauro della Croce – La superficie pittorica, realizzata con tecnica della tempera grassa, appariva offuscata da una vernice ingiallita stesa, con ogni probabilità, nel corso del restauro degli anni cinquanta del Novecento. Le integrazioni pittoriche realizzate al di sotto della vernice erano concentrate soprattutto sul perizona di Cristo e sulle Storie della Passione.
Il restauro odierno, che restituisce leggibilità e trasparenza al dipinto, ha preso avvio con la rimozione dei ritocchi più recenti per proseguire con l’allegerimento graduato della vernice. Nelle zone in cui la pellicola pittorica risultava ben conservata, la vernice superficiale è stata maggiormente assottigliata andando a rimuovere anche i ritocchi più antichi. Dove invece il colore appariva già aggredito da vecchi e incauti interventi di pulitura è stata mantenuta la vernice di spessore più ampio.
L’intervento nel suo complesso è stato indirizzato alla ricerca del migliore equilibrio possibile per l’opera, recuperando in maniera assai significativa i suoi forti valori luministici e cromatici, uniti all’altrettanto forte senso plastico.

Autore
Maestro della Croce n°434

Titolo
Crocifisso con otto storie della Passione

Ubicazione
Galleria degli Uffizi, Firenze

Periodo
1240 – 1245 circa

Misure
250 x 200cm

Tecnica
Tempera e oro su tavola

Prima e dopo il restauro della Croce n. 434

 

Particolari durante il restauro della Croce n. 434

Particolare durante il restauro.

Saggi di pulitura nei manti che raffigurano le storie della Passione.

 

Particolare durante il restauro.

Alleggerimento della vernice ingiallita durante il restauro.

 

Particolare durante il restauro.

Pulitura ultimata con stucchi delle lacune.